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Alchimia
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Lmwcw'mwdaalchimia è un antico sistema filosofico mwdqesoterico che si espresse attraverso il linguaggio di svariate discipline come la mwdgchimica, la mwdwfisica, l'mweaastrologia, la mweqmetallurgia e la mwegmedicina lasciando numerose tracce nella mwewstoria dell'arte. Il pensiero alchemico è altresì considerato da molti il precursore della chimica moderna prima della nascita del mwfametodo scientifico.cite-ref-1[1]
Il termine mwggalchimia deriva dall'mwgwarabo mwhaal-khīmiyya o mwhqal-kīmiyya (الكيمياء o الخيمياء),cite-ref-2[2] composto dell'articolo determinativo mwigal- e della parola mwiwkīmiyya che significa «mwjachimica», e che a sua volta sembrerebbe discendere dal termine mwjqgreco mwjgkhymeia (χυμεία) dal significato di «fondere», «colare insieme», «saldare», «allegare», ecc. (da mwjwkhumatos, «che è stato colato», di un mwkalingotto). Un'altra mwkqetimologia collega la parola con mwkgal-kemi, che deriverebbe da mwkwKemet, termine con cui gli mwlaantichi Egizi indicavano nella mwlqloro lingua il colore del suolo su cui abitavano, ossia «terra nera», e che in seguito ha assunto il significato di «arte egizia», dato che costoro erano considerati potenti mwlgmaghi in tutto il mondo antico.cite-ref-3[3] Il vocabolo potrebbe anche derivare da mwmwkim-iya, mwnatermine cinese che significa «succo per fare l'oro».cite-ref-4[4]
Diversi sono i grandi obiettivi che si proponevano gli alchimisti: conquistare l'mwogonniscienza, raggiungendo il massimo della mwowconoscenza in tutti i campi del sapere; creare la mwpapanacea universale, un rimedio cioè per curare tutte le malattie, generare e prolungare indefinitamente la mwpqvita; la mwpgtrasmutazione delle sostanze e dei mwpwmetalli, ovvero la ricerca della mwqapietra filosofale.
Oltre ad essere una disciplina fisica e chimica, l'alchimia implicava un'esperienza di crescita o meglio un processo di liberazione mwqgspirituale dell'operatore. In quest'ottica la scienza alchemica viene a rappresentare una conoscenza mwqwmetafisica e mwrafilosofica, assumendo connotati mwrqmistici e mwrgsoteriologici, nel senso che i processi e i simboli alchemici, oltre al significato mwrwmateriale, relativo alla trasformazione fisica, possiedono un significato interiore, relativo allo mwsasviluppo spirituale.cite-ref-5[5]
Contents
• Storia
• Note
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Introduzione
L'alchimia è una scienza esoterica il cui primo fine era trasformare il mwwapiombo, ovvero ciò che è negativo, in mwwqoro, ovvero ciò che è positivo nell'uomo, per fargli riscoprire la sua vera "natura interna", il proprio Dio. Gli alchimisti cercavano di nascondersi, di rendersi occulti usando mwwgallegorie, per preservare le loro conoscenze da quanti erano ancora impreparati a comprenderle e risultavano perciò esposti al pericolo di farne un cattivo uso.cite-ref-6[6]
Per comprendere l'alchimia, bisogna considerare come la conversione di una sostanza in un'altra, che formò la base della mwyametallurgia fin dal suo apparire verso la fine del mwyqNeolitico, veniva spiegata, in una cultura poco interessata agli aspetti puramente materiali della mwygfisica e della mwywchimica, come risultante dal concorso di più mwzacause.cite-ref-7[7] Nei tempi remoti, una fisica priva di una componente metafisica sarebbe stata parziale ed incompleta al pari di una metafisica sprovvista di manifestazione fisica. Pertanto, per gli alchimisti non vi fu ragione alcuna di separare la dimensione materiale da quella simbolica o filosofica.cite-ref-8[8]
La mwdatrasmutazione dei metalli di base in oro (ad esempio con la mwdqpietra filosofale o mwdggrande elisir o mwdwquintessenza o mweapietra dei filosofi o mweqtintura rossa) simboleggia un tentativo di arrivare alla perfezione e superare gli ultimi confini dell'esistenza. Gli alchimisti credevano che l'intero universo stesse tendendo verso uno stato di perfezione, e l'oro, per la sua intrinseca natura di incorruttibilità, era considerato la sostanza che più si avvicinava alla perfezione. Era anche logico pensare che riuscendo a svelare il segreto dell'immutabilità dell'oro si sarebbe ottenuta la chiave per vincere le malattie ed il decadimento organico; da ciò l'intrecciarsi di tematiche chimiche, spirituali ed mwegastrologiche che furono caratteristiche dell'alchimia medievale.
La scienza dell'alchimia ebbe inoltre una notevole evoluzione nel tempo, iniziando quasi come un'appendice metallurgico-medicinale della religione, maturando in un ricco coacervo di studi, trasformandosi in scienza sapienziale, ed alla fine fornendo alcune delle fondamentali conoscenze empiriche nel campo della chimica e della medicina moderne, le quali tuttavia sono state interpretate anche come una sua forma di decadenza.
«A far nascere la chimica moderna non è stata questa alchimia, con la quale tale scienza non ha alcun rapporto: è stata una deformazione e deviazione di essa nel senso più rigoroso del termine, a cui dette luogo, forse a partire dal Medioevo, l'incomprensione di alcune persone, le quali, incapaci di penetrare il senso vero dei simboli, presero tutto alla lettera e credendo trattarsi solo di operazioni materiali si dettero ad un più o meno disordinato sperimentare. Proprio queste persone, chiamate ironicamente "soffiatori" e "bruciatori di carbone" dagli alchimisti veri, furono gli autentici precursori dei chimici attuali: ed è così che la scienza moderna si è costruita per mezzo di residui di scienze antiche, con materiali respinti da quest'ultime e abbandonati agli ignoranti e ai "profani".»
(René Guénon, La crisi del mondo moderno, trad. it., pag. 76, Roma, Mediterranee, 1972)
Fino al mwiaXVIII secolo, l'alchimia era considerata una scienza razionale in Europa; per esempio, mwiqIsaac Newton dedicò molto più tempo allo studio dell'alchimia piuttosto che a quello dell'mwigottica o della mwiwfisica per le quali divenne famoso.cite-ref-10[10] Tuttavia Newton mantenne sempre un notevole riserbo intorno ai suoi studi alchemici, e non pubblicò mai opere sull'argomento. Fu l'economista mwkaJohn Maynard Keynes che nel mwkq1936 rese pubblici manoscritti newtoniani sull'alchimia, dei quali era entrato in possesso ad un'asta.cite-ref-11[11]
Altri eminenti alchimisti del mondo occidentale furono mwlwRuggero Baconecite-ref-12[12], artisti come il mwnaParmigianino,cite-ref-13[13] mwoqThomas Browne,cite-ref-14[14] e non ultimo mwpgCagliostro.cite-ref-15[15] Si interessarono di alchimia anche mwqwTommaso d'Aquino,cite-ref-16[16] mwsaMarsilio Ficino,cite-ref-17[17] mwtqGiambattista della Porta,cite-ref-18[18] mwugGiordano Bruno.cite-ref-19[19]
Il declino dell'alchimia iniziò nel XVIII secolo con la nascita della chimica moderna, che si limitò ad una struttura più concreta e misurabile matematicamente per comprendere le trasmutazioni della materia, e la medicina, con un nuovo disegno dell'universo basato sul mwwamaterialismo razionale.
La storia dell'alchimia è diventata un prolifico campo per speculazioni accademiche. Via via che si riteneva di poter decifrare lmwwg'mwwwermetico linguaggio degli alchimisti, gli storici hanno cominciato a trovare connessioni intellettuali tra quella disciplina ed altre componenti della storia culturale occidentale, come le società esoteriche, ad esempio quella dei mwxaRosacroce,cite-ref-20[20] la mwyqstregoneria e naturalmente l'mwygevoluzione della scienza e della mwywfilosofia.
Processo alchemico
Lmw2a'mw2qmw2gopus alchemicum per ottenere la mw2wpietra filosofale avveniva mediante sette procedimenti, divisi in quattro operazioni, mw3aPutrefazione, mw3qCalcinazione, mw3gDistillazione e mw3wSublimazione, e tre fasi, mw4aSoluzione, mw4qCoagulazione e Tintura.cite-ref-21[21]
Attraverso queste operazioni la "mw6amateria prima", mescolata con lo mw6qzolfo ed il mw6gmercurio e scaldata nella fornace (mw6wmw7aatanorcite-ref-22[22]), si trasformerebbe gradualmente, passando attraverso vari stadi, contraddistinti dal colore assunto dalla materia durante la trasmutazione, e perdendo così i suoi aspetti grossolani per assumerne di più eterei o spirituali.
Il numero di queste fasi, variabile da tre a dodici a seconda degli autori di trattati alchimistici, è legato al mw8gsignificato magico dei numeri.
I tre stadi fondamentali per sciogliere e ricomporre la materia secondo il motto latino «mw9asolve et coagula» sono:cite-ref-23[23]
• mw-wmw-aNigredo o mw-qopera al nero, in cui la materia si dissolve, putrefacendosi;
• mw-wmwaqaAlbedo o mwaqeopera al bianco, durante la quale la sostanza si purifica, sublimandosi;
• mwaqmmwaqqRubedo o mwaquopera al rosso, che rappresenta lo stadio in cui si ricompone, fissandosi.
Il concetto di sulphur et mercurius
Si tratta, letteralmente, di "zolfo e mercurio", cioè, nel linguaggio simbolico dell'alchimia, di due essenze primordiali viste nel quadro di un sistema dualistico che ritiene qualsiasi materiale come miscela di questi due componenti, vale a dire di un elemento "in combustione" (mwaryzolfo ) e di uno "volatile" (mwargmercurio ), dotati di gradi diversi di purezza e in un diverso rapporto di mescolanza tra loro.
Da mwarsParacelso (1493-1541) venne poi aggiunto un terzo elemento, il mwarwsal (il mwar0sale ), che doveva costituire la mwar8tangibilità: quando il legno è in combustione, la fiamma prende origine dal mwasasulphur, il mwasemercurius trapassa in evaporazione, mentre il mwasisal ne è la cenere residua.cite-ref-referencea-26-0[26]
Simboli alchemici
L'universo alchemico è pervaso di simboli, che, intrecciandosi in mutue relazioni, permeano le varie operazioni e gli ingredienti costitutivi del processo per ottenere la pietra filosofale.
Così per esempio l'oro e l'argento acquisiscono nell'iconografia alchemica i tratti simbolici del mwas8Sole e della mwataLuna, della mwateluce e delle mwatitenebre, del principio mwatmmaschile e mwatqfemminile,{{senza fonte|maschile e femminile sono anche rappresentati dalla geometria del cerchio e del quadrato; essi rappresentano i principii di doppio e di unità, moltiplicando il cerchio per il quadrato si ottiene un esagono, essi}} che si uniscono (mwatusizigia) nella mwatymwatcconiunctio oppositorum della mwatgGrande Opera (mwatkmwatoRebis).
A parte i simboli degli elementi primati, vale a dire i sette mwatwmetalli corrispondenti ai sette mwat0pianeti dell'mwat4astrologia classica, l'iconografia alchemica è ricca di simbolicite-ref-27[27] che rimandano a strumenti e tecniche di trasformazione della materia la quale, è bene ricordarlo, non è mai identificata dagli alchimisti con la "materia volgare". In altre parole gli alchimisti si riferivano, con le loro allegorie, alla trasformazione psichica e mwaumspirituale dell'essere umano, che in seguito ad una serie di progressivi processi di perfezionamento giungeva a trasformare se stesso da vile piombo in "Oro filosofico".
Il mwauumwauyRosarium philosophorum attribuito ad mwaucArnaldo da Villanova, il mwaugCommentarius attribuito a mwaukRaimondo Lullo, la mwauoDuodecim Claves philosophicæ attribuita a mwausBasilio Valentino sono tra le opere che hanno ispirato, nei secoli, il maggior numero di interpretazioni iconografiche.cite-ref-28[28]
Simboli astrologici
Gli elementi cosmici avevano grande importanza non solo per la loro influenza sui processi alchemici, ma anche per il parallelismo che li legava agli elementi naturali, in base al principio mwavyanalogico dell'mwavcermetismo secondo cui «ciò che sta in basso è come ciò che sta in alto».cite-ref-29[29]
Tradizionalmente, ognuno dei sette mwav0corpi celesti del mwav4sistema solare conosciuti dagli antichi era associato con un determinato metallo.
La lista del dominio dei corpi celesti sui metalli è la seguente:cite-ref-30[30]
Sia i metalli che i corpi celesti erano in relazione con l'mwayianatomia umana e i sette mwaymvisceri dell'uomo.cite-ref-31[31]
Simboli animali
Nelle illustrazioni dei trattati medievali e di epoca rinascimentale compaiono spesso figure animali e fantastiche. I tre principali stadi attraverso i quali la materia si trasformava, la mwazmnigredo, lmwazq'mwazualbedo e la mwazyrubedo erano rispettivamente simboleggiati dal mwazccorvo, dal mwazgcigno e dalla mwazkfenice.cite-ref-32[32]
Quest'ultima, per la sua capacità di rinascere dalle proprie ceneri, incarna il principio che «mwaz8nulla si crea e nulla si distrugge», tema centrale della speculazione alchimistica.
Era inoltre sempre la fenice a deporre l'mwaaeuovo cosmico, che a sua volta raffigurava il contenitore in cui era posta la sostanza da trasformarecite-ref-33[33].
Anche il mwaacserpente mwaagmwaakouroboros, che si mangia la coda, ricorre spesso nelle raffigurazioni delle opere alchemiche, in quanto simbolo della ciclicità del mwaaotempo e dell'"mwaasUno il Tutto" ("mwaawEn to Pan").cite-ref-34[34]
Etimologia
La parola Alchimia deriva dal mwabmvecchio Francese mwabqalkimie, anch'esso derivato dal mwabuLatino Medievale mwabyalchymia. Il nome è stato adottato dalla parola mwabcAraba al-kīmiyā (mwabgالكيمياء). In mwabkArabo al-kīmiyā deriva dal termine mwaboTardo Greco khēmeía (mwabsχημεία), anche scritta khumeia (mwabwχυμεία) e khēmía (mwab0χημία).
mwab8al- è il termine arabo per "La/Il".cite-ref-35[35] La parola in Arabo significa "il processo di mwacqtrasmutazione tramite il quale ci si fonde o si coagula con il divino o la forma originale".
Sono state proposte molte etimologie per la parola greca.
La prima da mwaccZosimo di Panopoli (3–4 secolo), che la trasse dal titolo di un libro, il mwacgKhemeu. mwackHermann Diels argomentò nel 1914 che invece sarebbe derivata da χύμα, usata per definire oggetti metallici provenienti da fusione.cite-ref-36[36]
Altri ne fanno risalire le radici al nome mwac8egiziano mwadakēme, che significa 'terra nera', riferendosi al terreno fertile e mwadeaurifero della valle del mwadiNilo contrapposto alla sabbia rossa del deserto. Secondo l'egittologo mwadmWallis Budge, la parola araba mwadqmwadual-kīmiya ʾ in realtà significa "la scienza egiziana". Egli fa questa considerazione prendendo in prestito la parola mwadycopta per "Egitto", mwadcmwadgkēme (o il suo equivalente nel dialetto mwadkbohairico medievale del copto, mwadomwadskhēme ). La parola copta deriva dal mwadwdemotico mwad0mwad4kmỉ, dall'antico mwad8egiziano mwaeamwaeekmt .
L'antica parola egizia si riferiva sia al paese sia al colore "nero" (l'Egitto era la "Terra nera", in contrasto con la "Terra rossa", il deserto circostante).
Storia
L'alchimia abbraccia alcune tradizioni filosofiche che si sono propagate per quattro millenni e tre continenti, e la loro generale inclinazione per un linguaggio criptico e simbolico rende difficile tracciare le mutue influenze e relazioni.
Si possono distinguere due grandi canali, che sembrano essere in gran parte indipendenti, almeno nelle tappe più remote: l'alchimia orientale, attiva in mwaeyCina e nella zona della sua influenza culturale, e l'alchimia occidentale, il cui centro nei millenni è slittato tra mwaecEgitto, mwaegGrecia, mwaekRoma, il mondo mwaeoislamico ed alla fine l'mwaesEuropa. L'alchimia cinese fu strettamente connessa al mwaewTaoismo, mentre quella occidentale sviluppò un proprio sistema filosofico, connesso solo superficialmente con le maggiori religioni presenti in Occidente. Se queste due tipologie abbiano avuto una comune origine e fino a che punto si siano influenzate l'una con l'altra è tuttora oggetto di discussione.
Alchimia cinese
Mentre quella occidentale fu più concentrata sulla trasmutazione dei mwae8metalli, l'alchimia cinese ebbe una maggiore connessione con la medicina. La mwafapietra filosofale degli alchimisti europei può essere comparata con l'mwafeelisir dell'immortalità cercato dagli alchimisti cinesi. Comunque, da un punto di vista ermetico, questi due interessi non erano separati e la pietra dei filosofi era spesso equiparata all'mwafielisir di lunga vita.cite-ref-37[37]
La mwaf0Cina appare il centro di una tradizione alchemica molto antica, risalente forse al mwaf4IV-mwaf8III secolo a.C., ma documentata con sicurezza per la prima volta nel mwagaTs'an T'ung Ch'i, scritto verso il mwage142 a.C. da Wei Po-Yang, sotto forma di commentario all'mwagiI-Ching, mwagmLibro delle Mutazioni.cite-ref-38[38] In quest'opera, classico del mwaggCanone taoista, l'autore afferma che i contenuti del mwagkLibro delle Mutazioni, delle dottrine taoiste e dei procedimenti alchemici siano variazioni di un'unica materia sotto il travestimento di nomi diversi.
Egli fonda il processo alchemico sulle dottrine dei mwagscinque stati di mutamento, impropriamente chiamati "elementi" (mwagwacqua, mwag0fuoco, mwag4legno, mwag8metallo e mwahaterra) e dei due principi contrari (mwahemwahiyin e mwahmmwahqyang): degli ultimi due, il primo è associato alla mwahuLuna ed il secondo al mwahySole, e dalla loro dinamica si originano gli elementi, associati agli altri cinque pianeti dell'mwahcastrologia. Ogni elemento di tipo mwahgyang è attivo e maschile, a differenza di quello mwahkyin, passivo e femminile. Il testo, di non facile interpretazione, per le sue interferenze con dottrine cosmologiche e magiche, presenta una concezione evolutiva dei metalli e il loro trasferimento su piani non sperimentali, ora psichici, ora cosmici.
Nel mwahsIV secolo l'alchimia ha un nuovo grande maestro in mwahwKo Hung, autore dello mwah0Pao-p'u-tzu, che aggiunge alle tecniche indicate alcuni particolari metodi taoisti destinati alla conquista dell'immortalità. Questo fu l'avvio di una sempre più stretta connessione con forme taoiste di mwah4medicina tradizionale cinese ed una ricca fioritura di opere fino al XIII secolo.cite-ref-39[39]
Le scuole di alchimia cinese, pur avendo come obiettivo comune la ricerca dell'mwaiqimmortalità, si differenziavano per i metodi di ricerca:
• Gli alchimisti della scuola esterna, detta mwaicmwaigwaidan, si occupavano prevalentemente della ricerca dell'mwaikelisir di lunga vita attraverso la produzione di rimedi, elisir e pillole dell'immortalità, le cui componenti erano in gran parte sostanze vegetali e in misura minore sostanze animali e minerali.
• Gli alchimisti della scuola interna, invece, detta mwaismwaiwneidan, ricercavano l'immortalità attraverso l'utilizzo di pratiche fisiche e mentali che provocassero una trasmutazione interiore del corpo, consentendo al praticante di vivere indefinitamente. Il corpo stesso del praticante veniva concepito come un laboratorio alchemico e l'elisir di lunga vita scaturiva teoricamente dalla distillazione di sostanze corporee, prodotte attraverso l'utilizzo delle funzioni vitali (respirazione, circolazione, funzionamento endocrino, etc.) di cui l'alchimista stesso assumeva il controllo.
La mwai4medicina tradizionale cinese ha ereditato dall'alchimia esterna le basi di mwai8farmacologia tradizionale, e dall'alchimia interna la parte relativa al mwajamwajeQi Gong ed alle ginnastiche mediche. In queste discipline molti dei termini utilizzati sono di chiara derivazione alchemica.cite-ref-40[40]
Alchimia indiana
L'alchimia giocò un ruolo di spicco fin dalle origini del mwajgpensiero indiano. mwajkGianluca Magi nota come:
«L'idea di uccidere i metalli vivi per farli rinascere nobili, metafora del tentativo esoterico di trasmutazione spirituale dell'Io che viene ucciso per far rinascere il Sé della coscienza pura, è presente in India fin dall'età vedica. Ciò per dire che l'alchimia indiana, Rasayāna ovvero il «Veicolo mercuriale», non fu né una scienza empirica né una proto-chimica, bensì una scienza soteriologica per fare del corpo e della mente il proprio laboratorio, per sperimentare un altro piano di realtà in cui si diventa pietre filosofali, ovvero pietre vive. [...] Molto probabilmente gli esperimenti dell'alchimia tradizionale condussero alla scoperta di molti fenomeni chimici, ma agli inizi non ne parlò perché erano considerati di secondaria importanza: il fine reale era la trasmutazione interiore dell'uomo, la sua rinascita e Liberazione. La stessa trasmutazione del mercurio in oro è del tutto marginale rispetto a ciò che l'alchimista indiano chiama la condizione di vita senza morte (
amṛtattva
) (da cui deriva il greco 'ambrosia', il cibo degli dèi che rende immortali), lo stato del liberato in vita,
jīvanmukta
.»
(Gianluca Magi, Uscite dal sogno della veglia. Viaggio attraverso le filosofie indiane della Liberazione, Edizioni della Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa, Rimini 2008, p. 67)
«gli alchimisti indiani iniziarono quasi esclusivamente a dedicarsi alla preparazione di medicine metalliche o minerali. Ciò che in precedenza era un'operazione d'introversione che dava valore solo ai risultati raggiunti attraverso il coinvolgimento personale (alchimia), cedeva il passo necessariamente a un atteggiamento di estroversione che implicava l'impegno a rimanere il più possibile distaccato dall'esperimento per conseguire risultati oggettivi (atteggiamento scientifico)»
(Gianluca Magi, op. cit., p. 68.)
Il padre dell'alchimia indiana è considerato Śrīman Nāgārjuna Siddha (XIII secolo, o anteriore),cite-ref-41[41] figura semileggendaria, ritenuto l'autore di alcuni testi alchemici quali il trattato di magia mwakgKakṣapuṭa Tantra, quello sul mercurio mwakkRasendramangalam e il mwakoSusruta Samhita.cite-ref-42[42] Il migliore esempio di un testo basato su questa scienza è il mwak8Vaishashik Darshana di mwalaKaṇāda, che si ritiene abbia introdotto in oriente la teoria atomica.cite-ref-43[43]
Alchimia nell'antico Egitto
Gli alchimisti occidentali generalmente fanno risalire l'origine della loro arte all'antico mwalsEgitto.cite-ref-44[44] mwamaMetallurgia e mwamemisticismo erano inesorabilmente legati insieme nel mondo antico. La città di mwamiAlessandria in Egitto fu un centro di conoscenza alchemica, e conservò la propria preminenza fino al declino della cultura egiziana antica. Sfortunatamente non esistono documenti originali egizi sull'alchimia. Questi scritti, qualora fossero esistiti, andarono perduti nell'incendio della mwammBiblioteca di Alessandria, nel mwamq391. L'alchimia egiziana è per lo più conosciuta attraverso le opere di antichi filosofi greci, sopravvissute solamente in traduzioni islamiche.
La leggenda vuole che il fondatore dell'alchimia egiziana fosse il dio mwamyThot, chiamato Ermes-Thoth o Ermes il tre volte grande (mwamcmwamgErmete Trismegisto) dai Greci. Secondo la leggenda il dio avrebbe scritto i quarantadue libri della conoscenza, che avrebbero coperto tutti i campi dello scibile, fra cui anche l'alchimia. Il simbolo di mwamkErmes era il mwamocaduceo, che divenne uno dei principali simboli alchemici. La mwamsmwamwTavola di smeraldo di Ermes Trismegistus, che è nota solamente attraverso traduzioni greche ed mwam0arabe, è generalmente considerata la base per la pratica e la filosofia alchemica occidentale.cite-ref-45[45]
Alchimia greco-alessandrina
Le dottrine alchimistiche della scuola greca passarono attraverso tre fasi evolutive: l'alchimia come tecnica, cioè l'arte prechimica degli artigiani egizi, l'alchimia come filosofia ed infine quella religiosa. I Greci si appropriarono delle dottrine ermetiche degli Egiziani, mescolandole, nell'ambiente sincretistico della cultura alessandrina, con le filosofie del mwanypitagorismo e della scuola ionica e successivamente dello mwancgnosticismo. La filosofia pitagorica consiste essenzialmente nella credenza che i mwangnumeri governino l'universo e costituiscano l'essenza di tutte le cose, dal suono alle forme.
Il pensiero della scuola ionica era basato sulla ricerca di un principio unico e originario per tutti i fenomeni naturali; questa filosofia, i cui esponenti principali furono mwaoiTalete ed mwaomAnassimandro, fu poi sviluppata da mwaoqPlatone ed mwaouAristotele, le cui opere finirono per diventare parte integrante dell'alchimia. Si delinea, come base della nuova scienza, la nozione di una «mwaoymateria primordiale» (mwaocmwaogarchè) che forma l'universo, e può essere spiegata solamente attraverso attente indagini filosofiche. Un concetto molto importante, introdotto in quel tempo da mwaokEmpedocle, è che tutte le cose nell'universo erano formate solamente da mwaooquattro elementi: mwaosmwaowterra, mwao0mwao4aria, mwao8mwapaacqua e mwapemwapifuoco. A questi elementi Aristotele aggiunge l'mwapmetere, la materia di cui sono formati i mwapqcieli, denominata anche mwapuquintessenza. La terza fase si differenzia dalla precedente speculazione filosofica per le caratteristiche di una mwapyreligione esoterica, per l'abbondanza di rituali misteriosi e per il linguaggio. Nei primi secoli dell'età imperiale, in età ellenistica, si sviluppò una letteratura di carattere filosofico-soteriologico-religiosa, di vario carattere, accomunata dalla pretesa rivelazione da parte del dio mwapcThot-Ermete, da cui il nome di letteratura mwapgermetica raccolta nell'mwapkomonimo corpus. Il supporto dottrinale di questa letteratura è una forma di metafisica che si rifà al mwapsneoplatonismo ed al mwapwneopitagorismo.
Nel II secolo sarebbero stati scritti anche gli mwap4mwap8Oracoli caldaici, dei quali sono pervenuti solo frammenti, che presentano molte analogie con gli scritti ermetici. In questo momento storico, quindi, si sarebbe operata una fusione tra il patrimonio filosofico greco e la mwaqagnosi ermetica, nella quale la mwaqegrande opera assume connotati di tecnica tesa alla realizzazione in senso interiore e cosmico.cite-ref-46[46]
Tra gli alchimisti ellenistici vanno citati la figura storica-leggendaria di mwaqcMaria l'ebreacite-ref-47[47] e quelle di mwaqwBolo di Mende, mwaq0Ostanecite-ref-48[48] e mwariZosimo di Panopoli, il primo autore che abbia scritto opere alchemiche in modo sistematico e firmando la propria creazione.cite-ref-49[49]
Gli alchimisti alessandrini presero in considerazione il procedimento della moltiplicazione dell'oro, ovvero dell'aumentarne la massa, attraverso la fusione dell'oro stesso con argento e rame. «Non dobbiamo credere - dice F. Scherwood Taylorcite-ref-50[50] - che l'alchimista operasse come se credesse di fabbricare l'oro, perché probabilmente egli riteneva che l'oro agisse come un seme che, alimentato con il rame e l'argento, cresceva a spese di questi inutili metalli finché la massa si convertiva in oro». Lo stesso Sherwood Taylor cita poi un testo del II - IV secolo d.C. dove si legge che lmwarw'mwar0acqua divina agisce come un lievito «perché l'orzo genera orzo, il leone un leone e l'oro oro».cite-ref-51[51]
Alchimia nel mondo islamico
La distruzione del Serapeo e della Biblioteca di Alessandria segnò la fine del centro culturale greco, spostando il processo dello sviluppo alchemico verso il mwasqVicino Oriente. L'alchimia islamica è molto meglio conosciuta perché meglio documentata e molti dei testi antichi giunti sino a noi si sono preservati come traduzioni da lingue correnti nel mondo islamico (essenzialmente l'mwasuarabo e il mwasypersiano).
Alchimisti musulmani come mwasgal-Rāzīcite-ref-52[52] (in latino Rasis o Rhazes) diedero un contributo fondamentale alle scoperte chimiche, come la tecnica della mwas0distillazione, e ai loro esperimenti si devono l'mwas4acido muriatico (l'antico nome dell'mwas8acido cloridrico), l'mwataacido solforico e l'mwateacido nitrico e l'mwatiuranio, oltre alla soda (mwatmal-natrun) e potassio (mwatqal-qali), da cui derivano i nomi internazionali di mwatusodio e mwatypotassio, mwatcNatrium e mwatgKalium. L'apporto lessicale alchimistico a tutta la posteriore cultura occidentale è di origine araba: termini arabi sono infatti mwatkalchimia, mwatomwatsatanor («fornace»), mwatwmwat0azoth (forma corrotta da mwat4al-zawq, «mercurio»), mwat8mwauaalcool (da mwaueal-kohl, indicante una polvere per il trucco ricavata dallmwaui'mwaumantimonio), mwauqmwauuelisir (da mwauyal-iksīr, «pietra» filosofale) e mwaucmwaugalambicco. La convinzione che l'mwaukacqua regia, un composto di mwauoacido nitrico e muriatico, potesse dissolvere il metallo nobile - l'oro - accese l'immaginazione degli alchimisti per il millennio a venire. L'alchimia islamica inoltre sostenne la possibilità di mutare il mwausferro in mwauwplatino.
I mwau4filosofi islamici diedero anche grandi contributi all'ermetismo alchemico.cite-ref-53[53] Al riguardo la più grande e influente figura è probabilmente mwavmJābir b. Ḥayyān (in arabo جابر إبن حيان, il Geber o Geberus dei Latini). Questo importante alchimista, nato agli inizi dell'mwavqVIII secolo, fu il primo, a quanto sembra, ad aver analizzato gli elementi secondo le quattro qualità base di mwavucaldo, mwavyfreddo, mwavcsecco e mwavgumido. Jâbir ipotizzò che, siccome in ogni metallo due di queste qualità erano interne e due esterne, mescolando le qualità di un metallo, si sarebbe ottenuto un altro metallo. La grande serie di scritti che gli vengono attribuiti esercitò un'enorme influenza sulle correnti alchimistiche europee.cite-ref-54[54]cite-ref-55[55]
Alchimia nell'Europa medievale
Dopo essere caduta alquanto in disuso durante l'mwawkalto Medioevo, l'Occidente riprende contatto con la tradizione alchemica greca attraverso gli mwawoArabi. L'incontro tra la cultura alchemica araba ed il mondo latino avviene per la prima volta in mwawsSpagna, probabilmente ad opera di Gerberto di Aurillac, che più tardi divenne mwawwPapa Silvestro II, (morto nel mwaw01003). L'Europa occidentale riscoprì Tolomeo soprattutto attraverso le traduzioni arabe. Una traduzione dell'Almagesto basata direttamente sul testo greco fu eseguita in mwaw4Sicilia intorno al 1160. Nel mwaw8XII secolo va ricordata la figura del più importante dei traduttori di opere arabe, mwaxaGerardo da Cremona.cite-ref-56[56]
Il rientro vero e proprio dell'alchimia in Europa viene in genere fatto risalire al mwaxy1144, quando mwaxcRoberto di Chester tradusse dall'arabo il mwaxgLiber de compositione alchimiae, un libro dai forti connotati iniziatici, mistici e esoterici, nel quale un saggio, Morieno, erede del sapere di mwaxkErmete Trismegisto, insegna al Re Calid.cite-ref-57[57]
Il materiale alchimistico dei testi arabi verrà rielaborato durante tutto il mwax8XIII secolo. mwayaAlberto Magno (mwaye1193-mwayi1280) affronta la tematica alchemica nel mwaymDe mirabilibus mundicite-ref-58[58] e nel mwaygLiber de Alchemia di incerta attribuzione. A mwaykTommaso d'Aquino (mwayo1225-mways1274) vengono attribuiti alcuni opuscoli alchemici, nei quali è dichiarata la possibilità della produzione dell'oro e dell'argento.
Il primo vero alchimista dell'Europa medievale deve essere considerato mway0Ruggero Bacone (mway41214-mway81294) un mwazafrancescano che esplorò i campi dell'mwazeottica e della mwazilinguistica oltre agli studi alchemici. Le sue opere, il mwazmBreve Breviarium, il mwazqTractatus trium verborum e lo mwazuSpeculum Alchimiae, oltre ai numerosi pseudo-epigrafi a lui attribuiti, furono utilizzate dagli alchimisti dal mwazyXV al mwazcXIX secolocite-ref-59[59].
Alla fine del mwaz0XIII secolo l'alchimia si sviluppò in un sistema strutturato di credenze, grazie anche al mwaz4mwaz8Rosarium philosophorumcite-ref-60[60] erroneamente attribuito a mwa0qArnaldo da Villanova (ca. mwa0u1240-ca. mwa0y1312),cite-ref-61[61] e soprattutto con le opere apocrife in materia attribuite a mwa0sRaimondo Lullo (mwa0w1235-mwa001315), che divenne presto una leggenda per la sua presunta abilità alchemica.cite-ref-62[62]
Nel mwa1mXIV secolo l'alchimia ebbe una flessione a causa dell'editto di mwa1qPapa Giovanni XXII (mwa1umwa1ySpondent Pariter) che vietava la pratica alchemica, fatto che scoraggiò gli alchimisti appartenenti alla Chiesa dal continuare gli esperimenti.
L'alchimia fu comunque tenuta viva da uomini come mwa10Nicolas Flamel, il quale è degno di nota solamente perché fu uno dei pochi alchimisti a scrivere in questi tempi travagliati.cite-ref-63[63] Flamel visse dal mwa2i1330 al mwa2m1419 e sarebbe servito da archetipo per la fase successiva della pratica alchemica. Il suo unico interesse per l'alchimia ruotava intorno alla ricerca della pietra filosofale; in anni di paziente lavoro riuscì a tradurre il mitico mwa2qLibro di Abramo l'ebreo, che avrebbe acquistato nel 1357, e che gli avrebbe rivelato i segreti per la costruzione della pietra dei filosofi.cite-ref-64[64]
Alchimia nel Rinascimento e nell'età moderna
Nel contesto delle idee del Cinquecento è impossibile delimitare una disciplina scientifica dall'altra, come anche tracciare molte linee di separazione tra il complesso delle scienze da un lato e la riflessione speculativa e magico-astrologica dall'altro. In questo periodo magia e medicina, alchimia e scienze naturali e addirittura astrologia e astronomia operano in una sorta di simbiosi, legate le une alle altre in modo spesso inestricabile.
Agli inizi del mwa3mXVI secolo uno dei maggiori interpreti di questo coacervo di discipline scientifiche fu il medico, astrologo, filosofo e alchimista mwa3qHeinrich Cornelius Agrippa von Nettesheim, mwa3u1486-mwa3y1535.cite-ref-65[65] Costui affermava di essere un mwa3smago e di essere capace di evocare gli spiriti. La sua influenza fu di modesta entità, ma come Flamel, produsse opere, fra le quali il mwa3wDe occulta philosophia, alle quali fecero riferimento tutti gli alchimisti posteriori. Ancora come Flamel fece molto per cambiare l'alchimia da una filosofia mistica ad una magia occultista. Inoltre mantenne vive le filosofie degli antichi alchimisti, che includevano scienza sperimentale, mwa30numerologia, ecc., aggiungendovi la teoria magica, che rinforzava l'idea di alchimia come credenza occultista.cite-ref-66[66]
Il nome più importante di questo periodo è, senza dubbio, mwa4mParacelso (Theophrastus Bombastus von Hohenheim, mwa4q1493-mwa4u1541), il quale diede una nuova forma all'alchimia, spazzando via un certo occultismo che si era accumulato negli anni e promuovendo l'utilizzo di osservazioni empiriche ed esperimenti tesi a comprendere il corpo umano.cite-ref-referencea-26-1[26] Rigettò le tradizioni gnostiche e le teorie magiche, pur mantenendo molto delle filosofie ermetiche, neoplatoniche e pitagoriche. In particolare si concentrò sullo sviluppo medicinale dell'alchimia, ponendo ai margini della dottrina la ricerca metallurgica sui metalli preziosi.
Per Paracelso l'alchimia era la scienza della trasformazione dei metalli reperibili in natura per produrre composti utili per l'umanità. La sua mwa4siatrochimica era basata sulla teoria che il corpo umano fosse un sistema chimico nel quale giocano un ruolo fondamentale i due tradizionali principi degli alchimisti, e cioè lo zolfo ed il mercurio, ai quali lo scienziato ne aggiunse un terzo: il sale. Paracelso era convinto che l'origine delle malattie fosse da ricercare nello squilibrio di questi principi chimici e non dalla disarmonia degli umori, come pensavano i mwa4wgalenici. La salute, quindi, secondo lui, poteva essere ristabilita utilizzando rimedi di natura minerale e non di natura organica.cite-ref-67[67]
È in questo periodo che viene pubblicata la prima storia dell'alchimia, nel mwa5s1561 a mwa5wParigi. L'autore è mwa50Robert Duval.
Anche molti artisti, come per esempio il mwa58Parmigianino, e persino personalità politiche del periodo si interessarono all'alchimia. Tra questi: mwa6aCaterina Sforza,cite-ref-68[68] mwa6uFrancesco I de' Medicicite-ref-69[69], nel cui mwa6ostudiolo di mwa6sPalazzo Vecchio fece dipingere allegorie alchimistiche da mwa6wGiovanni Stradano, e mwa60Cosimo I de' Medici.cite-ref-70[70]
In mwa7mInghilterra, l'alchimia nel XVI secolo è spesso associata al dottor mwa7qJohn Dee (mwa7u1527-mwa7y1608), meglio conosciuto per il suo ruolo di astrologo, crittografo ed in generale "consulente scientifico" della regina mwa7cElisabetta I d'Inghilterra. Dee si interessò anche di alchimia tanto da scrivere un libro sull'argomento (mwa7gMonas Hieroglyphica, mwa7k1564) influenzato dalla mwa7oCabala.cite-ref-71[71]
Il declino dell'alchimia occidentale
Il declino dell'alchimia in Occidente fu causato dalla nascita della scienza moderna con i suoi richiami a rigorose sperimentazioni scientifiche ed al concetto di mwa8ematerialismo; l'avvio del mwa8imetodo scientifico nelle investigazioni chimiche, alla base di un nuovo approccio alla comprensione della trasformazione della materia, di fatto rivelò la futilità delle ricerche alchemiche della mwa8mpietra filosofale.
Uno degli ultimi scienziati che si avvicinarono all'alchimia fu nel mwa8uXVII secolo mwa8yRobert Boyle, il quale, credendo che la trasmutazione dei metalli potesse essere possibile, portò avanti una serie di esperimenti nella speranza di effettuarla.cite-ref-72[72]
Anche gli enormi passi avanti compiuti dalla medicina nel periodo seguente la mwa8wiatrochimica di Paracelso, supportati dagli sviluppi paralleli della chimica organica, diedero un duro colpo alle speranze dell'alchimia di reperire elisir miracolosi, mostrando l'inefficacia se non la tossicità dei suoi rimedi.cite-ref-73[73]
Ridotta ad un sistema filosofico privo di fondamento scientifico, distante dalle pressanti faccende del mondo moderno, lmwa9g'mwa9kArs magna subì il fato comune ad altre discipline esoteriche quali l'mwa9oastrologia e la cabala; esclusa dagli studi universitari, l'alchimia venne banalizzata, ridotta ai suoi procedimenti materiali, e messa al bando dagli scienziati quale epitome della mwa9ssuperstizione.cite-ref-74[74]
A livello popolare, tuttavia, l'alchimista era ancora considerato come il depositario di grandi saperi arcani. Facendo leva sulla credulità popolare, molti imbroglioni si attribuirono titoli di guaritore e per dimostrare effettive capacità produssero manuali manoscritti che imitavano, nel gergo e nelle illustrazioni, i trattati di famosi autori alchemici (in tal modo, nacquero anche i cosiddetti "erbari dei falsi alchimisti", come ad esempio l'erbario di mwa-eUlisse Aldovrandi o l'Erbario di Trento,cite-ref-75[75] analizzati in modo attento dagli studiosi.cite-ref-76[76]
Dopo aver goduto per millenni di un grande prestigio intellettuale e materiale, l'alchimia scomparve in tal modo dalla gran parte del pensiero occidentale, per tornare, però, ad essere approfondita nelle opere di pensatori come lo psicoanalista mwa-sCarl Gustav Jung,cite-ref-77[77] oppure di insigni studiosi di occultismo come mwa-aJulius Evolacite-ref-78[78] o mwa-uGiuliano Kremmerz.cite-ref-79[79]
Influenza culturale
Nella psicoanalisi
Il simbolismo alchemico è stato occasionalmente utilizzato nel mwa-0XX secolo dagli mwa-4psicoanalisti, uno dei quali, mwa-8Jung, ha riesaminato la teoria ed il simbolismo alchemico ed ha iniziato a mettere in luce il significato intrinseco del lavoro alchemico come ricerca spirituale.cite-ref-80[80]
• mwbaomwbasPsicologia e alchimia (mwbaw1944)
• mwbbuSaggi sull'alchimia (mwbby1948)
• mwbbgMysterium Coniunctionis (mwbbk1956).
La tesi dello psicoanalista svizzero consiste nell'identificazione delle analogie esistenti tra i processi alchemici e quelli legati alla sfera dell'mwbbsimmaginazione ed in particolare a quella mwbbwonirica.
Secondo mwbb4Jung, le fasi attraverso le quali avverrebbe lmwbb8'mwbcaopus alchemicum avrebbero una corrispondenza nel processo di individuazione, inteso come consapevolezza della propria individualità e scoperta dell'essere interiore. Mentre l'alchimia non sarebbe altro che la mwbceproiezione nel mondo materiale degli mwbciarchetipi dell'mwbcminconscio collettivo, il procedimento per ottenere la mwbcqpietra filosofale rappresenterebbe l'itinerario mwbcupsichico che conduce alla coscienza di sé ed alla liberazione dell'mwbcyio dai conflitti interiori.cite-ref-82[82]
Nella narrativa
• Molti autori hanno bersagliato gli alchimisti con critiche ed attacchi satirici. Il più famoso di questi è la commedia mwbc4The Alchemist di mwbc8Ben Jonson dove un finto alchimista con la pietra filosofale attira e truffa gli ingenui credulonicite-ref-83[83].
• Nella seconda parte del mwbdumwbdyFaust, mwbdcJohann Wolfgang von Goethe descrive il servitore di Faust, Wagner, che utilizza procedimenti alchemici per creare un mwbdgmwbdkhomunculuscite-ref-84[84].
• mwbd8Marguerite Yourcenar, nel suo romanzo mwbeamwbeeL'opera al nero (mwbei1968), racconta la storia della vita dell'alchimista Zenone. Dal libro è stato tratto nel mwbem1987 mwbeql'omonimo film, diretto da mwbeuAndré Delvaux e interpretato da mwbeyGian Maria Volonté.cite-ref-85[85]
• Nell'mwbewHistoire de ma vie Giacomo Casanova narra dell'incontro con l'alchimista mwbe0Conte di Saint-Germain definendolo un cialtrone.
• Nel romanzo mwbe8mwbfaCent'anni di solitudine di mwbfeGabriel García Márquez è presente un alchimista chiamato Melquíadescite-ref-86[86].
• Le vie ed i metodi dell'alchimia sono essenziali nel romanzo mwbfcL'alchimista di mwbfgPaulo Coelhocite-ref-87[87].
• L'alchimia è uno dei temi presenti nel romanzo mwbf4mwbf8Il pendolo di Foucault di mwbgaUmberto Eco, in particolare in relazione con l'esoterismo.cite-ref-88[88]
• Nel romanzo mwbgymwbgcHarry Potter e la pietra filosofale di mwbggJ. K. Rowling, questa pietra poteva mutare ogni metallo in oro puro e creare un "Elisir di lunga vita" che permetteva al bevitore di vivere per sempre. Nel romanzo la pietra è stata creata da mwbgkNicolas Flamel, che compare anche nella saga prequel mwbgoAnimali fantastici e dove trovarli.cite-ref-89[89]
• Nella serie di romanzi mwbhamwbheLa bambina della Sesta Luna, la protagonista, Nina de Nobili, è un'alchimista bambina.cite-ref-90[90]
• Nel romanzo mwbhcmwbhgNotre Dame de Paris di mwbhkVictor Hugo, l'antagonista arcidiacono mwbhoClaude Frollo è un alchimista.cite-ref-91[91]
• Il romanzo mwbiaLa ricerca dell'Assoluto di mwbieHonoré de Balzac è una parafrasi matura della decadenza dell'arte alchemica nel XIX secolo.cite-ref-92[92]
• L'alchimia e la mwbicpietra filosofale sono temi centrali del mwbigmanga mwbikmwbioFullmetal Alchemist di mwbisHiromu Arakawa e delle serie mwbiwanime da essa tratte.cite-ref-93[93]
• L'alchimia è il tema principale della serie mwbjimwbjmGolden Sun.cite-ref-94[94]
• L'alchimia è uno dei temi fondanti della serie di light novel giapponese mwbjkBaccano!
• In Guerre stellari con il termine "Alchimia mwbjsSith" è indicata una sorta di mwbjwingegneria genetica usata dai Sith per creare delle creature mutate e utilizzate in vari modi.cite-ref-95[95]
• Nel romanzo mwbkiL'angelo della finestra d'occidente (mwbkmDer Engel vom weistlicher Fenster, 1927) lo scrittore ed esoterista mwbkqGustav Meyrink inscena la biografia di un alchimista realmente vissuto (mwbkuJohn Dee), in modo da evocare gli stadi di un vero e proprio processo alchemico, in cui morte e rinascita sono momenti progressivi per accedere all'autentica conoscenza.cite-ref-96[96]
• Nel romanzo mwbksmwbkwFrankenstein di mwbk0Mary Shelley si accenna vagamente all'esperimento con cui Victor Frankenstein ha creato il mostro come al risultato di studi sia scientifici che alchemici.cite-ref-97[97]
• Il romanzo mwblmmwblqLunedì inizia sabato dei mwblufratelli Strugackij è basato su una forte commistione tra magia e scienza. Molti gli alchimisti protagonisti del racconto (tra i quali il rabbino mwblyJudah Loew Ben Bezalel che è esistito veramente) e i processi alchemici citati (la pietra filosofale, l'acqua della vita ecc.).
• Nell'anime mwblgmwblkYu-Gi-Oh! GX il personaggio Daitokuji utilizza le sue conoscenze di alchimista per creare un corpo artificiale nel quale inserire la sua anima, Amnael.cite-ref-98[98]
• Nella saga mwbl8L'accademia dei vampiri di mwbmaRichelle Mead sono presenti gli Alchimisti, una società di uomini che aiuta i vampiri a tenere nascosta la loro esistenza agli altri esseri umani.
• Thyon Nero, uno dei personaggi della duologia scritta da Laini Taylor (composta da "Il sognatore" e "La musa degli incubi") è un alchimista.
Note
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Voci correlate
• mwb9mAlkaest
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Collegamenti esterni
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